Programma FORMATIVO 2010 - 2011

 

 

Ottobre – Dicembre 2010 

Assemblea formativa:  

Non solo affido: essere volontari nei diversi 

servizi del progetto sulla Soglia 

(OPERATORI RETE, TANGRAM, INSIEME) 

02-03  

ottobre 

Incontri del primo lunedì del mese: 

incontro con FLAVIO LOTTI, coordinatore 

della Tavola per la Pace 

4 ottobre 

Incontro con gli scrittori:  

Presentazione del libro sulla resilienza 

“Sotto un cielo di stelle” 

(PAOLA MILANI – MARCO JUS) 

19 Ottobre 

 

Incontro del primo lunedì del mese 

Da definire 

8 novembre 

Assemblea formativa:  

Famiglie solidali, reti di famiglie aperte: 

“Servono” ancora alle politiche familiari? 

CONVEGNO NAZIONALE DEL GRUPPO RETI DI 

FAMIGLIE APERTE DEL CNCA 

5 Dicembre 

 

  

  

 

  

  

Gennaio – Maggio 2011 

Cinema in rete: La prima cosa bella 24 gennaio 

Assemblea formativa: La prima cosa bella  

(MARCO IUS) 

30 gennaio 

Laboratorio: Piccole perle donate 

(FAMIGLIE RETE) 

16 febbraio, 

16 marzo, 

13 aprile 

11 maggio 

Assemblea: Padri, ossia maschi! 

(MARCO TUGGIA) 

3 aprile 

Serate di formazione distrettuali: La giusta 

distanza nell’accoglienza. 

(CINZIA BETTINAGLIO) 

1 febbraio, 

1 marzo,  

4 aprile,  

2 maggio 

Assemblea: Assemblea di fine anno Da definire 

Associazione “rete famiglie aperte”  

PROGRAMMA FORMATIVO 2010-2011 

PROSPETTO GENERALE 

 3 

Assemblea formativaAssemblea formativaAssemblea formativaAssemblea formativa    

NON SOLO AFFIDO: ESSERE VOLONTARI NEI NON SOLO AFFIDO: ESSERE VOLONTARI NEI NON SOLO AFFIDO: ESSERE VOLONTARI NEI NON SOLO AFFIDO: ESSERE VOLONTARI NEI 

DIVERSI SERVIZI DEL PROGETTO SULLA SOGLIADIVERSI SERVIZI DEL PROGETTO SULLA SOGLIADIVERSI SERVIZI DEL PROGETTO SULLA SOGLIADIVERSI SERVIZI DEL PROGETTO SULLA SOGLIA    

Introduzione Molte famiglie socie dell'associazione per motivi diversi legati alla 

storia personale e famigliare, ai tempi dell'organizzazione famigliare, alla quantità e alla qualità delle risorse che possono 

essere messe in circolo all'esterno, non riescono più ad offrire disponibilità di accoglienza verso i minori e le loro famiglie. 

Questa difficoltà però non si traduce in una totale indisponibilità a mantenere aperta e accogliente la propria famiglia: significa solo 

che la disponibilità è mutata e quindi può potenzialmente tradursi in nuove forme se è data l'opportunità. 

Obiettivi 1. presentare tutti i servizi realizzati dalle tre realtà appartenenti 

al progetto sulla Soglia; 2. illustrare i bisogni che ciascun servizio di ciascuna realtà ha 

rispetto ad eventuali disponibilità di volontariato; 3. illustrare l'idea del progetto “Coordinamento progetti 

integrati”; 4. offrire a tutti i soci e volontari la possibilità di verificare se la 

loro disponibilità di tempo e di risorse può trovare uno sbocco all'interno di quanto proposto. 

A chi è rivolto e il metodo di lavoro 

 L’assemblea è rivolta a tutti i soci dell’associazione e ai volontari della Coop. Tangram e della Coop. Insieme. 

 E’ prevista una presentazione dei servizi e dei bisogni dagli operatori dei servizi con i quali si potrà confrontarsi 

su quanto proposto. 

Tempi L’assemblea si svolgerà sabato 2 e domenica 3 ottobre 2010

Incontro con gli scrittoriIncontro con gli scrittoriIncontro con gli scrittoriIncontro con gli scrittori    

SOTTO UN CIELO DI STELLESOTTO UN CIELO DI STELLESOTTO UN CIELO DI STELLESOTTO UN CIELO DI STELLE    

 

Introduzione Cogliendo una straordinaria opportunità 

storica, gli autori hanno seguito la traiettoria biografica di chi, bambino 

durante la Shoah, è adesso una persona adulta. Come hanno potuto crescere e 

contribuire al bene comune senza lasciarsi spezzare o spegnere dal 

trauma? E cosa possono insegnare le loro storie? L'ipotesi è che l'analisi di 

questi percorsi di vita possa essere di grande utilità a chi lavora oggi con i 

bambini e le famiglie in contesti sia educativi sia terapeutici.  

Obiettivi 1. conoscere le principali idee proposte nella pubblicazione 

2. discutere con gli autori del testo  

A chi è rivolto La serata è organizzata in collaborazione  con l’Associazione 

Casa Joseph di Montecchio Maggiore ed è aperta a tutti gli interessati. 

Tempi L’incontro si svolgerà il 19 ottobre 2010. 

 4 

Convegno nazionale Convegno nazionale Convegno nazionale Convegno nazionale     

delle reti di famiglie aperte del cncadelle reti di famiglie aperte del cncadelle reti di famiglie aperte del cncadelle reti di famiglie aperte del cnca    

FAMIGLIE SOLIDALI, RETI FAMIGLIE SOLIDALI, RETI FAMIGLIE SOLIDALI, RETI FAMIGLIE SOLIDALI, RETI DDDDI FAMIGLIE APERTE: I FAMIGLIE APERTE: I FAMIGLIE APERTE: I FAMIGLIE APERTE: 

“SERVONO” ANCORA ALLE PO“SERVONO” ANCORA ALLE PO“SERVONO” ANCORA ALLE PO“SERVONO” ANCORA ALLE POLLLLITICHE FITICHE FITICHE FITICHE FAMILIARI?AMILIARI?AMILIARI?AMILIARI?    

Introduzione La situazione è decisamente strana: da alcuni anni si assiste 

all’esaltazione dell’importanza delle famiglie solidali che, sentendosi 

pienamente cittadine dei propri territori, decidono di condividere le 

risorse che hanno: i propri tempi di vita, gli ambienti della propria casa, 

le loro relazioni. Questa collaborazione con i servizi sociali e le 

istituzioni pubbliche è considerata fondamentale sia per rispondere ai 

molteplici e sempre nuovi disagi presenti nelle città, in modo 

particolare verso i bambini, gli adolescenti e le loro famiglie, sia perché 

contribuiscono a mantenere vivo il tessuto solidale delle comunità 

locali. 

Al contempo sta progressivamente e costantemente diminuendo 

l’investimento, da parte delle istituzioni, di risorse destinate a quelle 

organizzazioni che si occupano di prendersi cura di questo patrimonio 

della nostra società: le reti di famiglie e, in generale, le associazioni 

familiari e i vari gruppi più o meno spontanei di famiglie.  

Sembra che ci sia una sottovalutazione dell’importanza del loro ruolo: 

non sono considerate necessarie perché tanto, si pensa, le famiglie “di 

buona volontà” si trovano lo stesso. 

Ma sorge una domanda radicale: dietro a questo continuo 

disinvestimento verso queste organizzazioni che, di fatto, in questi 

ultimi dieci anni hanno permesso di ricostruire un’esperienza di 

solidarietà familiare, non si nasconde il fatto che è finita la “moda” 

delle famiglie aperte all’accoglienza perché non “servono” più alle 

politiche familiari? 

Il programma è in via di definizione 

Cinema in reteCinema in reteCinema in reteCinema in rete    

LA PRIMA COSA BELLALA PRIMA COSA BELLALA PRIMA COSA BELLALA PRIMA COSA BELLA    

 

Introduzione In questa serata guarderemo insieme il film “La prima cosa 

bella”. La visione di questo film è fatta in preparazione dell’assemblea formativa del 30 gennaio 2010. 

Trama del film 

Anna Nigiotti nel Settantuno era una giovane e 

bellissima mamma proclamata Miss del più 

popolare stabilimento balneare di Livorno, 

ignara di suscitare le attenzioni maliziose della 

popolazione maschile, i sospetti rabbiosi del 

marito Mario e la vergogna del primogenito 

Bruno. Oggi, ricoverata alle cure palliative, 

Anna sbalordisce i medici con la sua 

irresistibile e contagiosa vitalità e fa 

innamorare i degenti terminali. Bruno invece, 

ha ormai tagliato i ponti con la sua città, la 

sua famiglia, il suo passato. Insegna senza 

entusiasmo in un Istituto Alberghiero e conduce un’esistenza 

cocciutamente anaffettiva. Ma la sorella Valeria lo convince a venire a 

salutare la madre per l’ultima volta. Dopo la scoperta in extremis di un 

fratello di cui si ignorava l’esistenza, matrimoni e separazioni a 

sorpresa, quei trascorsi avventurosi conducono ad un esito inatteso di 

riconciliazione: l’ultima lezione di vita, di fiducia nella dolcezza del 

vivere, di questa madre imbarazzante e speciale. 

Tempi  La visione del film è programmata per il 24 gennaio 2010.  

 

 5 

Assemblea formativaAssemblea formativaAssemblea formativaAssemblea formativa    

LA PRIMA COSA BELLALA PRIMA COSA BELLALA PRIMA COSA BELLALA PRIMA COSA BELLA    

 

Introduzione Il film “La prima cosa bella” ci conduce nell’esplorazione di molti 

aspetti della vita personale e familiare di chi si trova a vivere una percorso di vita difficile. E’ possibile crescere in una famiglia non 

del tutto “equilibrata”? La resilienza è solo un costrutto teorico o una realtà possibile? E’ possibile per chi si relaziona con genitori 

“difficili” non etichettarli come “cattivi”?  

Obiettivi 1. Conoscere gli elementi fondamentali della teoria della 

resilienza 2. Confrontarsi sui vissuti personali che nascono dall’incontro 

con genitori “difficili” 3. Individuare delle strategie per stare accanto a famiglie 

“difficili” senza etichettarle 

A chi è rivolto e il metodo di lavoro La giornata è rivolta a tutti i soci dell’associazione e alle famiglie 

afferenti al Centro per l’affido e la solidarietà famigliare dell’Ulss 6 e a tutti gli interessati. 

Tempi e conduzione L’assemblea si svolgerà domenica 30 gennaio 2011 e sarà 

condotta da Marco Ius, Dottore di ricerca in Scienze Pedagogiche, Dipartimento di Scienze dell'educazione, 

Università di Padova.  

  

 

LaboratorioLaboratorioLaboratorioLaboratorio    

PICCOLE PICCOLE PICCOLE PICCOLE PERLE DONATEPERLE DONATEPERLE DONATEPERLE DONATE    

 

Introduzione Il presente percorso nasce da un’esigenza espressa da alcune 

famiglie di valorizzare il grande patrimonio di esperienze e competenze delle famiglie che in questi anni hanno accolto 

bambini, giovani, adulti. Il desiderio è quello di raccontarsi ciò che ci è successo, quello 

che siamo o non siamo riusciti a fare di fronte a una certa situazione, le domande che ci sono sorte e le risposte che ci 

siamo dato, quello che abbiamo imparato e quello che ci è rimasto incomprensibile: piccole perle donate.  

Obiettivi 1. creare uno spazio specifico che consenta l’incontro, il 

confronto e la condivisione sulle esperienze di accoglienza tra le famiglie “vecchie, nuove e quasi nuove” 

2. affrontare alcune questioni “calde” nel percorso di accoglienza familiare 

A chi è rivolto e metodo di lavoro Il laboratorio è rivolto sia alle famiglie che hanno già avuto o 

stanno vivendo un’esperienza di accoglienza, sia alle famiglie che si stanno avvicinando o preparando ad essa. 

Ad ogni incontro sarà posta al centro una tematica specifica e alcune famiglie “vecchie” avvieranno il confronto raccontando la 

loro esperienza.  

Tempi  Il laboratorio si svolgerà il 16 febbraio, il 1 marzo, il 4 aprile e il 

2 maggio 2011. 

 

 6 

Assemblea formativaAssemblea formativaAssemblea formativaAssemblea formativa    

PADRI, OSSIA MASCHI!PADRI, OSSIA MASCHI!PADRI, OSSIA MASCHI!PADRI, OSSIA MASCHI!    

 

Introduzione Sono anni che i padri hanno i fari puntati addosso. L'accusa è 

chiara: non ci sono più i padri di una volta. Qualcuno si è spinto più in là e ha dichiarato la morte del padre. Altri si limitano a 

porre ripetutamente la stessa domanda, “Dove sono finiti i padri?”. 

Una cosa è certa: molti padri stanno brancolando nel buio e faticano a capire come essere e fare i padri nella post-modernità. 

Ma ci sono anche tanti padri, spesso “invisibili”, che sono in grande ricerca e stanno già sperimentando con piacere e 

successo una nuova figura di padre. 

Obiettivi 1. Condividere una lettura della realtà presente vissuta dai padri 

2. Favorire il confronto sulle esperienze di paternità 3. Individuare possibili traiettorie su come declinare l'amore per i 

figli al maschile 

A chi è rivolto e metodo di lavoro La giornata è rivolta a tutti i soci dell’associazione e alle famiglie 

afferenti al Centro per l’affido e la solidarietà famigliare dell’Ulss 6 e a tutti gli interessati. 

Dopo un’introduzione da parte del relatore, si svolgeranno dei lavori di gruppo strutturati, in cui è prevista la divisione tra uomini 

e donne. La giornata si concluderà con una condivisione e discussione di 

quanto elaborato nei gruppi di lavoro. 

Tempi e conduzione L’assemblea si svolgerà il 3 aprile 2011 e sarà condotto da 

Marco Tuggia. 

Serate di formazione distrettualiSerate di formazione distrettualiSerate di formazione distrettualiSerate di formazione distrettuali    

LA GIUSTA DISTANZA NELL’ACCOGLIENZALA GIUSTA DISTANZA NELL’ACCOGLIENZALA GIUSTA DISTANZA NELL’ACCOGLIENZALA GIUSTA DISTANZA NELL’ACCOGLIENZA    

 

Introduzione L’accoglienza, sia nelle diverse forme della solidarietà familiare 

sia nell’affido familiare, pone una serie di interrogativi: quanto coinvolgersi emotivamente ed affettivamente con le persone 

accolte? Quanto intervenire di fronte ai bisogni che s’incrociano? Che rapporto avere con le famiglie dei bambini e degli 

adolescenti che si accompagnano? Qual è, insomma, la giusta distanza o la giusta vicinanza nell’accoglienza? 

Obiettivi 1. Aiutarci a prendere contatto e riconoscere le domande 

presenti in ciascuno di noi che sorgono rispetto all’accoglienza 

2. Tracciare alcuni atteggiamenti e comportamenti rispetto alla giusta distanza emotiva da rispettare nell’accoglienza 

dei bambini e delle loro famiglie 

A chi è rivolto e il metodo di lavoro Si tratta di un modulo che sarà ripetuto con le stesse modalità 

nei quattro distretti dell’Ulss 6 di Vicenza. Sono invitate tutte le famiglie che hanno dato disponibilità alla solidarietà familiare e 

all’affido familiare residente in ciascun distretto. L’argomento sarà introdotto dal relatore e poi vi sarà lo spazio 

per il confronto tra i partecipanti. 

Tempi e conduzione Gli incontri si svolgeranno il 1 febbraio, il 1 marzo, il 4 aprile e 

il 2 maggio. In seguito saranno definiti le sedi relative ai 4 

distretti. Le serate saranno condotte da Cinzia Bettinaglio, formatrice, consulente pedagogica e operatore della rete di 

famiglie aperte “L’abbraccio” della Val Seriana (BG).

 

Sede

indirizzo
Ex- asilo "Cariolato" - Strada Bertesina
36100 Vicenza
email rete@progettosullasoglia.it

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