Chi sono

Il Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza (CNCA) ha dato vita dal 1998 ad un coordinamento delle "Reti di famiglie del CNCA", definendo nelle proprie pubblicazioni che cosa s'intende per "rete di famiglie aperte".

La “rete di famiglie aperte” (da questo punto in poi Rete) vuole essere una proposta di esperienza associativa, oltre che di servizio, basata sulla condivisione delle scelte di solidarietà: un’organizzazione, quindi, di persone e famiglie capaci di porsi in atteggiamenti di aiuto e di ascolto sia reciprocamente tra di loro che verso l’esterno.

A nostro avviso si può parlare di Rete quando sono strettamente compresenti due elementi fondamentali:

a) la promozione di un servizio di accoglienza e sostegno a bambini, ragazzi e giovani adulti, la cui famiglia è in difficoltà;

b) la creazione e il mantenimento di una cultura solidale, attraverso il sostegno di forme aggregative tra coloro che intendono vivere e condividere i valori dell’apertura all’altro, e favorendo la nascita e il consolidamento della capacità di comunicare all’esterno il patrimonio di  esperienze e di idee che nascono all’interno della Rete stessa.

Da un punto di vista sociale, la proposta di costituire una Rete muove dal tentativo di sviluppare competenze nelle comunità locali attraverso la  presenza attiva e aggregata di quelle persone che focalizzano nella loro dimensione familiare il luogo dove è possibile riscoprire il senso dell’accoglienza, in un’ottica di  sostegno, di scambio e di scoperta dell’altro, in particolar modo per quanto concerne i ragazzi e le famiglie in difficoltà.

Contribuire allo sviluppo di “un mondo capace di adultità”, che si prende cura e genera affetto, significa sollecitare le competenze del territorio, permettendo ai cittadini di raggiungere capacità di attenzione e intervento riguardo alle situazioni di problematicità presenti nel tessuto sociale di appartenenza. Significa anche trovare risposte diverse a bisogni a cui, fino ad ora, si è tentato di rispondere spesso in un’ottica assistenziale e di delega.

Il rapporto tra le famiglie e tra le persone rappresenta l’elemento che contraddistingue l’esperienza di appartenenza alla Rete. Gli aspetti che consentono di garantire questa forma aggregativa riguardano: la capacità della persona e/o del nucleo familiare di mettersi “in gioco”; l’appartenenza comune ad un territorio, unitamente alla volontà di interessarsi, e dove è possibile, dare risposta, agli elementi di problematicità; il desiderio e la decisione di condividere con altri le esperienze di vita, accettando di poterne confrontare anche i fallimenti.

La Rete si offre inoltre come mediatrice tra le esigenze delle famiglie disponibili all’accoglienza, quelle del servizio sociale e quelle del territorio. Questa scelta va nella direzione di sostenere esperienze complesse come quelle dell’affido, senza che la Rete si sostituisca alla famiglia affidataria o al servizio, ma facilitando l’incontro spesso difficile tra queste realtà diverse, portatrici di culture e linguaggi diversi. In quest’ottica il rapporto tra i Servizi Sociali e la Rete può diventare occasione per migliorare l’efficacia degli interventi di sostegno, stimolo per avviare forme di integrazione e collaborazione, sede di incontro e confronto sulla programmazione e verifica dell’accoglienza in atto.

Dal punto di vista delle famiglie, la Rete è innanzi tutto un luogo di appartenenza per quei nuclei familiari “normali” che vivono l’accoglienza come una scelta di normalità di vita e di solidarietà.

La condivisione di ideali comuni, di esperienze e di uno stile di vita, trasmettono alle famiglie un senso di “famiglia allargata”, sostenendo e arricchendo la propria scelta di apertura e rafforzando le proprie caratteristiche di famiglia. La Rete quindi dà dignità alle famiglie, alle loro esperienze e capacità.

La Rete è anche una forma organizzata di concretizzazione delle proprie idee e convinzioni. Perciò si configura come:

• luogo di sostegno, confronto, formazione e informazione

• offerta di accompagnamento nell’esperienza e di amicizia

• occasione di accoglienza e di sensibilizzazione

• dialogo con i servizi e le altre istituzioni.

Infine, la Rete è un ponte verso l’esterno, cioè una strada per la creazione di una “città solidale”. E’ un modo per vivere l’apertura al mondo dei minori e delle loro famiglie, un’opportunità di risposte ai problemi del territorio, ma anche un riferimento e uno stimolo per il territorio. E’ quindi un ambito “politico”, inteso come espressione di una cittadinanza attiva e responsabile.

 

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